Un hub dell’Esercito nelle Madonie, dopo le polemiche arriva il dietrofront: revocato l’accordo

difesa forze Armate
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Il sindaco e l’amministrazione comunale di Gangi con delibera di giunta, questa mattina, hanno revocato l’accordo di collaborazione tra il ministero della Difesa e i comuni di Gangi, Sperlinga e Nicosia per la costituzione e realizzazione, nei territori dei tre comuni, di un hub logistico-addestrativo dell’Esercito Italiano

“Abbiamo maturato questa decisione – dicono dal Comune di Gangi – ascoltando le numerose sollecitazioni che ci sono pervenute dai proprietari delle aziende agricole ricadenti all’interno dell’Hub, sia nel nostro territorio sia di quelle dei gangitani nei territori di Sperlinga e Nicosia, i quali hanno manifestato un assoluto disaccordo alla realizzazione dell’area addestrativa”.

E aggiungono: “Alla luce delle informazioni e rassicurazioni ricevute, ieri nell’incontro con i vertici militari, convinti di aver agito per il bene della nostra comunità, senza nessun interesse di parte e in totale buona fede, rimaniamo comunque consapevoli di rinunciare a una possibile occasione di sviluppo per il nostro territorio. La volontà dei nostri concittadini è stata e continuerà ad essere il faro del nostro agire amministrativo, così come da sempre dimostrato.

Ringraziamo i vertici dell’Esercito, il generale di divisione Maurizio Angelo Scardino e il generale della Brigata “Aosta” Giuseppe Taffuri, per l’opportunità che ci è stata data, consci dell’importanza fondamentale dell’Esercito per il mantenimento della pace all’interno della nostra nazione”.

L’accordo, che era stato firmato a inizio maggio, avrebbe consentito nei prossimi trent’anni lo svolgimento di attività logistiche ed esercitazioni tattiche militari in un’area circoscritta tra il territorio di Gangi e Sperlinga. “Da tempo cercavamo in Sicilia aree dove addestrare i nostri militari”, aveva detto il generale di divisione Maurizio Angelo Scardino. E un centinaio di militari erano pronti ad arrivare in Sicilia per una prima ricognizione dei luoghi.

Poi però erano subentrate le polemiche da parte di numerosi cittadini e agricoltori locali, sfociate in una petizione in cui veniva chiesto ai sindaci di revocare sia la delibera di giunta che l’accordo di collaborazione con il ministero della Difesa.

Tra le preoccupazioni c’era quella di perdere gli investimenti per la produzione biologica, ma anche il fatto che le chiusure e limitazioni alla viabilità avrebbero inciso negativamente sul turismo. Infine tra le paure dei residenti madoniti anche quelle legate alla qualità della vita degli abitanti dei paesi (distanti da uno a quattro chilometri dal poligono) che “sarebbe stata duramente compromessa”.

Non si è fatto attendere l’apprezzamento e il sostegno da parte del Comitato dei Cittadini Identità e Sviluppo, nato nelle ultime settimane per chiedere un passo indietro alle amministrazioni e promuovere la difesa dell’economia e della salute di questi luoghi. “Questa è una importante notizia che cambia le carte in tavola: tale revoca infatti potrebbe inficiare la possibilità che l’accordo possa avere efficacia – afferma Stefano Vespo, portavoce del comitato intercittadino -.

Vogliamo esprimere la nostra stima per il gesto dei sindaci, che si sono mostrati attenti alle questioni poste dalla cittadinanza e si dichiara fin da subito disponibile alla promozione di eventi e iniziative volte alla valorizzazione economica e turistica del territorio. Il Comitato nasce infatti con il preciso intento di dimostrare che la collaborazione tra le persone, la condivisione delle potenzialità e lo spirito di iniziativa sono la molla per lo sviluppo dei nostri paesi”. palermotoday.it

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