Spese legali da rimborsare, il Tar dà ragione ad un poliziotto vibonese

Vittime del dovere polizia
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Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso del sovrintendente capo coordinatore, nonché segretario provinciale Federazione Polizia di Stato (FSP) Giacomo Gullo, in servizio alla Questura di Vibo Valentia – difeso dall’avvocato Carmine Pandullo – avente ad oggetto l’annullamento della determinazione del Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per le Risorse Umane – del 06 giugno 2017, con la quale lo stesso Ministero dell’Interno ha negato al dipendente il rimborso delle spese legali sostenute per la sua difesa nell’ambito di un procedimento penale che lo aveva visto coinvolto nell’anno 2015, per un’ipotesi di reato di omissioni di atti d’ufficio.

Il Ministero, nonostante il procedimento penale cui il sovrintendente Gullo Giacomo era stato coinvolto fosse stato archiviato per infondatezza della notizia di reato, ha negato il rimborso delle spese legali ex art 18 D.L. 25 marzo 1997, n. 67, convertito in L. 23 Maggio 1997, N. 135, sul presupposto che i fatti e gli atti per cui era stato indagato non fossero connessi con l’espletamento del servizio.

Il difensore ha dimostrato non solo che i fatti per cui Giacomo Gullo era stato indagato erano da ritenersi indubbiamente e pacificamente connessi con l’espletamento del proprio servizio e con l’assolvimento di obblighi istituzionali, ma la sua condotta era da ritenersi ineccepibile ed immune da censure di qualsivoglia natura.

I giudici amministrativi accolgono quindi il ricorso del poliziotto e annullano la decisione del Ministero dell’Interno.

ilvibonese.it

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