Pedone attraversa con il rosso: botte all’agente di Polizia locale che lo rimprovera. Fermato colombiano 30enne

botte all'agente di Polizia locale

Lo ha visto in pericolo, perché stava provando ad attraversare la strada nell’ora di punta, non avendo dalla sua il semaforo verde.

E così un agente della Polizia Locale ha provato a rimandarlo sul marciapiede. Ma il pedone, un colombiano di 30 anni, invece di essergli grato ha iniziato a insultarlo e picchiarlo. È accaduto ieri pomeriggio intorno alle 18 di fronte alla Basilica di San Giovanni.

Un agente del I Gruppo è finito in ospedale proprio per l’aggressione subita da quell’uomo che aveva provato ad attraversare la strada mentre le auto sfrecciavano.

Il poliziotto, vedendolo dal gabbiotto della municipale dove si trovava insieme a un collega, è intervenuto per evitare che il pedone rischiasse di essere investito. Ma per questo è stato offeso e picchiato, il 30enne ha iniziato a dare in escandescenza, rompendo anche gli occhiali che l’agente indossava.

È stato fermato dalla sua collega e portato negli uffici del comando in via della Greca a disposizione dell’autorità giudiziaria. Pare non abbia detto nulla per provare a spiegare il gesto e l’evidente impeto d’ira.

Potrebbe essere denunciato a piede libero o arrestato e processato per direttissima per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’agente intanto dopo l’aggressione è stato accompagnato da una pattuglia al vicino ospedale, dove è rimasto fino a tarda sera. Non ha riportato fratture, solo qualche ecchimosi.

Ma non è questo il primo caso: le aggressioni, denunciano i vigili urbani, sono quasi all’ordine del giorno. Per lo più si tratta di offese ma non mancano neanche le aggressioni vere e proprie. All’agente, rimasto coinvolto, sono arrivate le attestazioni di solidarietà di molti colleghi.

«Esprimo la totale indignazione della categoria per i continui rischi che si corrono in questo lavoro, per un clima ormai esasperato di cieca violenza verso la divisa preso troppo sottogamba in termini punitivi e in termini di tutela previdenziale», commenta Sergio Fabrizi, Segretario provinciale di Roma della Ugl Autonomie.

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