Danno all’immagine dell’Arma, carabiniere condannato

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Condannato in via definitiva nel 2018 a un anno e sei mesi di reclusione per uno dei reati previsti dalla legge anticorruzione – il tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità – un carabiniere è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l’Arma con ottomila euro.

Protagonista un carabiniere scelto che, all’epoca dei fatti contestati che risalgono al 2010, era in servizio a Prato.

Il militare, poi trasferito in Sardegna, ha scelto il rito abbreviato che gli ha consentito di alleggerire il conto che gli era stato rimesso dalla procura della Corte dei Conti della Toscana: 20mila euro per il danno all’immagine dell’Arma dei carabinieri e 907 euro per il danno da disservizio.

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Il carabiniere fu condannato per un episodio di tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità, reato che si realizza quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce qualcuno a dare oppure ad assicurare denaro, regali, favori.

Le grane del militare sono finite nei giorni scorsi quando i giudici contabili, verificato il versamento degli ottomila euro nei termini previsti, hanno definitivamente chiuso il caso aggiungendo al conto 160 euro di spese di giudizio.

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