“Chiese 1.500 euro al boss mentre era ai domiciliari per chiudere un occhio”, arrestato carabiniere

Carabiniere tar
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E’ accusato di induzione a consegnare denaro, traffico di monete false e rivelazione di segreto d’ufficio. E’ nell’ambito di una indagine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, coordinata dall’aggiunto Paolo Guido, che i carabinieri del Ros di Palermo hanno arrestato un luogotenente dell’Arma, in servizio al  Reparto investigativo della compagnia di Licata.

Tra gli elementi a carico del militare ci sono le dichiarazioni dell’avvocato, ritenuta tra i capi di Cosa Nostra agrigentina, finita in manette in una indagine che ha svelato il suo ruolo di intermediario con boss di spicco detenuti. L’avvocato ha dichiarato ai pm che il carabiniere avrebbe chiesto 1500 euro al suo compagno, il capomafia Giancarlo Buggea, quando questi era ai domiciliari.

Il luogotenente, incaricato di controllare che Buggea rispettasse le prescrizioni imposte dalla misura, avrebbe in cambio chiuso un occhio sul comportamento del boss. Il nome del carabiniere ricorre, inoltre, in diverse intercettazioni dalle quali emergono anche suoi rapporti con una organizzazione di trafficanti di droga.

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