Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate: da oggi la sindacalizzazione dei Corpi ad ordinamento militare e delle Forze Armate sono ufficialmente riconosciute

sindacati Militari

Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate: da oggi la sindacalizzazione dei corpi ad ordinamento militare e delle Forze Armate sono ufficialmente riconosciute.

La legge 46/22 licenziata da poche settimane dal Parlamento e che ha delineato compiti e limiti delle organizzazioni sindacali per i Corpi di Polizia ad ordinamento militare e per le Forze Armate, già inserite nell’ordinamento giuridico italiano dalla sentenza della Corte Costituzionale 120/2008, è entrata un vigore e costituisce nonostante alcune limitazioni fissate dal legislatore, il nuovo punto di partenza per garantire un novellato rapporto di lavoro tutelato da un ruolo fermo, autorevole e responsabile del sindacato, senza scivolare in forme di corporativismo.

Sindacati forze armate: “Per noi è una conquista di civiltà”

Il Segretario Generale Nazionale del Sinafi Eliseo Taverna, “Oltre a ritenere epocale per il Paese e per tutti i finanzieri questa conquista di civiltà giuridica e di democrazia, rappresentata dal riconoscimento della libertà sindacale, ritiene che il sindacato possa avere un ruolo fondamentale non solo nel rendere il rapporto di lavoro dei finanzieri più equo, con meno ingiustizie e con un inevitabile riverbero in termini di trasparenza della stessa organizzazione, anche nel contribuire al miglioramento del Corpo tramite proposte e spunti di riflessione in un momento storico nel quale lo stesso è chiamato ad affrontare nuove sfide nel contrasto alla criminalità organizzata e alle forme di evasione ed elusione fiscale, spesso anche con riflessi internazionali”.

Ancora Taverna: “E’ noto come sia già in atto e dovrà concretizzarsi nei prossimi anni la distribuzione delle risorse previste dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, con stanziamenti che superano i 220 miliardi di euro, di cui 80 destinati al mezzogiorno, con tutto ciò che ne consegue in termini di rischio d’infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, notoriamente attenta e determinata nel voler ripulire le proprie ricchezze illecite, insinuandosi nell’economia legale”.

Un ruolo del sindacato della Guardia di Finanza nella lotta alla criminalità

“Le Forze di Polizia e, in special modo la Guardia di Finanza, con il suo personale altamente specializzato, sarà chiamato a contrastare questo rischio d’infiltrazione nell’economia legale che, purtroppo, si rivela molto di più che potenziale – conclude Eliseo Taverna – e anche su questo fronte il Sindacato avrà un ruolo rilevante nel fornire spunti di riflessione e proposte ai vertici della Guardia di Finanza, nonché nel vigilare ed agire sulla qualità degli ambienti e dei processi di lavoro che interesseranno il personale, nonché sulla corretta attribuzione delle premialità di ordine morale che verranno attribuite, essendo la stessa fondamentale per il benessere organizzativo e la sfera motivazionale degli operatori”.

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