Camorra, colpo al clan Di Lauro: 27 arresti

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La Procura di Napoli ha emesso un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 27 indagati con diverse accuse, tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, associazione a delinquere finalizzata alle turbative d’asta aggravata agevolata, associazione a delinquere aggravata dall’aver agevolato un clan mafioso e dal carattere della transnazionalità finalizzata al contrabbando dei tabacchi lavorati esteri. Contestualmente, sono stati effettuati sequestri preventivi di beni mobili e immobili per un valore totale di circa 8 milioni di euro.

Le indagini hanno rivelato l’operatività della cosca di Paolo Di Lauro, noto come Ciruzzo ‘o milionario, durante il periodo tra il 2017 e il 2021, con continuità rispetto alle indagini per la cattura di suo figlio Marco nel 2019. Le indagini hanno anche documentato la riorganizzazione del gruppo, mantenendo le regole imposte dal capoclan, inclusa l’assunzione del comando da parte del fratello maggiore d’età non detenuto.

Oltre alle attività criminali tradizionali come il traffico di droga, l’estorsione e il “pizzo,” il clan ha intrapreso una svolta imprenditoriale, abbandonando il controllo militare del territorio. Invece, hanno investito in attività imprenditoriali e finanziarie, con un’enfasi sulle aste giudiziarie immobiliari.

Gli affiliati del clan hanno influenzato il risultato delle aste attraverso minacce, consentendo ai Di Lauro di acquisire immobili da rivendere per finanziare le loro attività illecite.

Il clan ha collaborato strettamente con altre organizzazioni nel quartiere di Secondigliano, come i Licciardi e i Vinella Grassi, per perseguire interessi economici comuni, come l’aggiudicazione di aste immobiliari e la revoca di richieste estorsive rivolte agli imprenditori vicini ai Di Lauro da parte di altre organizzazioni criminali.

Hanno anche investito in società di copertura, inclusa una palestra, una sala scommesse, alcuni supermercati e il contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Importavano sigarette dall’Est europeo e le distribuivano sul mercato campano attraverso una rete di grossisti.

I Di Lauro hanno finanziato una fabbrica di sigarette e hanno investito in società di abbigliamento. Hanno anche creato un brand di abbigliamento chiamato Corleone e una bevanda energetica chiamata 9 mm, con riferimenti all’immaginario della criminalità organizzata.

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