La riforma della giustizia approvata dal Governo introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, segnando una svolta storica per l’ordinamento italiano.
1. Due carriere distinte fin dall’inizio
La modifica all’articolo 104 della Costituzione prevede che la magistratura sia composta da due percorsi separati: la carriera giudicante (giudici) e la carriera requirente (pm).
Ogni aspirante magistrato dovrà scegliere fin dal concorso quale ruolo intraprendere, senza possibilità di passaggi successivi. Le leggi attuative dovranno essere emanate entro un anno dall’entrata in vigore della riforma.
Con questa modifica, viene definitivamente superato il sistema precedente, che consentiva – seppur in casi rari – di cambiare funzione nel corso della carriera.
2. Due Csm e sorteggio dei membri
La riforma prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura:
- un CSM per la magistratura giudicante,
- e un CSM per la magistratura requirente.
Entrambi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica e includeranno come membri di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione.
La grande novitĂ riguarda la composizione: i membri non saranno piĂą eletti, ma estratti a sorte.
Un terzo dei componenti sarĂ scelto tra giuristi designati dal Parlamento, mentre i restanti saranno sorteggiati tra magistrati in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
Il mandato avrĂ durata quadriennale e i Csm manterranno competenze su assunzioni, trasferimenti, valutazioni e funzioni, ma perderanno i poteri disciplinari, che passano a un nuovo organo.
3. Nasce l’Alta Corte disciplinare
Le funzioni disciplinari saranno affidate a una nuova Alta Corte, composta da 15 membri:
- 3 nominati dal Presidente della Repubblica,
- 3 sorteggiati da un elenco definito dal Parlamento,
- 6 magistrati giudicanti e 3 requirenti, scelti per sorteggio tra coloro con almeno 20 anni di esperienza.
Il presidente dell’Alta Corte sarà eletto tra i membri laici. Una legge ordinaria definirà nel dettaglio illeciti, sanzioni e procedimenti disciplinari.
Infine, la riforma prevede una modifica anche per i ricorsi, che potranno essere presentati solo davanti alla stessa Corte del primo grado, ma in una diversa composizione.
