L’Unione Europea ha ufficialmente ricevuto tutti i 19 piani nazionali per l’accesso ai fondi del programma SAFE (Support to Ammunition and defense industry Framework), lo strumento da 150 miliardi di euro destinato a potenziare la capacità industriale e operativa del settore difesa. Lo ha annunciato il commissario europeo Andrius Kubilius, definendo il risultato “un impegno storico”.
La scadenza per presentare i piani era fissata al 30 novembre, e gli Stati membri hanno rispettato al 100% il termine. Di questi documenti, 15 su 19 includono misure o progetti legati al sostegno dell’Ucraina, sia attraverso forniture che con il coinvolgimento diretto dell’industria della difesa di Kiev.
Per motivi di riservatezza, la Commissione non ha indicato i quattro Paesi che non hanno inserito riferimenti all’Ucraina.
Ora la valutazione di Commissione e Consiglio
I piani saranno ora analizzati dalla Commissione europea e successivamente dal Consiglio dell’UE. Solo con il parere favorevole di entrambi gli organi potranno iniziare i primi esborsi.
Come per il programma NextGenerationEU, anche SAFE prevede un’erogazione a tranche, sulla base del raggiungimento di obiettivi, milestone e capacità effettivamente attivate.
Gli ambiti prioritari
Secondo Kubilius, la maggior parte degli Stati membri ha indicato investimenti in quattro settori strategici individuati nel Libro Bianco sulla Difesa e nella strategia UE al 2030:
- Iniziativa europea per la difesa tramite droni
- Osservazione e protezione del fianco orientale
- Scudo aereo
- Scudo spaziale
Il commissario ha sottolineato come l’inclusione dell’Ucraina in 15 piani nazionali sia “più alta del previsto”, e che ciò comporterà finanziamenti nell’ordine dei miliardi di euro.
Kubilius: “Investire di più, insieme, a livello europeo”
Il commissario ricorda che il mandato affidato dalla presidente Ursula von der Leyen puntava a un rafforzamento rapido e condiviso della preparazione militare del continente.
“Siamo al lavoro a pieno ritmo – ha dichiarato – con politiche concrete, iniziative coraggiose e una cooperazione più forte tra gli Stati membri”.
