Il governo di Chişinău ha convocato ufficialmente l’ambasciatore della Federazione Russa in Moldavia, Oleg Ozerov, in seguito all’ennesima violazione dello spazio aereo nazionale. L’episodio riguarda un gruppo di droni — sei in totale — che la notte del 24–25 novembre hanno attraversato lo spazio aereo moldavo senza autorizzazione, in concomitanza con un attacco su larga scala della Russia contro l’Ucraina.
Un gesto forte e simbolico
All’arrivo dell’ambasciatore a Palazzo del Ministero degli Esteri, le autorità moldave hanno collocato davanti all’ingresso il relitto di uno dei droni precipitati — quello caduto sul tetto di una abitazione nel villaggio di Cuhureștii de Jos, nel distretto di Florești — con la grande lettera “Z” ben visibile sulla scocca, segno distintivo delle operazioni russe.
Un segnale chiaro: la Moldavia intende denunciare la violazione della propria sovranità con un atto concreto e simbolico, usando lo stesso strumento di aggressione come prova e monito.
Una delle incursioni più pericolose degli ultimi tempi
Secondo il governo moldavo, quella notte sei velivoli furono avvistati in rapida sequenza su più direzioni. Il primo drone fu rilevato mentre entrava dal confine con l’Ucraina, in direzione Vinogradovca–Vulcănești, poi i velivoli si mossero verso zone interne e verso il confine con la Romania. Uno di essi attraversò lo spazio aereo rumeno, facendo intervenire in allerta i caccia della NATO.
Nei giorni successivi, le autorità di Chişinău, incrociando segnalazioni radar ed elementi raccolti con partner internazionali, hanno confermato la matrice russa delle incursioni, denunciando l’accaduto come «una grave violazione della sovranità nazionale e della sicurezza regionale».
Tra diplomazia e tensione: la reazione di Mosca
Davanti al ministero, l’ambasciatore Ozerov ha dichiarato di non essere stato fornito di prove concrete che attestino la titolarità russa del drone caduto. Ha definito la protesta moldava «infondata» e ha insinuato che potrebbe trattarsi di un’operazione sotto “false flag”, presumibilmente orchestrata da altri attori per compromettere i rapporti tra Russia e Moldavia.
Nonostante le dichiarazioni, la Moldavia — vicina all’Unione Europea e all’Occidente — ha confermato la propria posizione: richiede alla Russia di cessare immediatamente ogni violazione della sua sovranità e si riserva il diritto di adottare ulteriori misure diplomatiche e di sicurezza.
