Una vita trascorsa sul mare, prima come ufficiale della Marina Militare Italiana, poi come istruttore capace di trasmettere ai giovani il rispetto e l’amore per l’ambiente marino.
Il Capitano di Vascello Roberto Castellano è stato per anni un punto di riferimento per colleghi, marinai e appassionati di vela. A soli 54 anni, la sua scomparsa lascia un profondo vuoto nel cuore della comunità di Viareggio, dove viveva con la famiglia.
Originario di Napoli, Castellano aveva conseguito una laurea in ingegneria aeronautica prima di entrare all’Accademia Navale di Livorno, iniziando una brillante carriera nella Marina Militare. Durante una festa universitaria a Pisa conobbe Laura Tomei, viareggina, che sarebbe poi diventata sua moglie. Dal loro amore sono nati due figli: Martina, oggi 26 anni, e Marco, 16.
Dopo il matrimonio, Roberto si trasferì definitivamente a Viareggio, città che divenne la sua casa e dove costruì il proprio equilibrio familiare e professionale.
Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi di grande responsabilità, tra cui direttore di macchine a bordo della nave idrografica Magnaghi e del cacciatorpediniere Andrea Doria.
Ha partecipato inoltre ai lavori di refitting delle navi scuola Amerigo Vespucci e Palinuro, simboli della tradizione navale italiana. Ha prestato servizio in diverse sedi, tra cui La Spezia, Augusta e Roma, distinguendosi sempre per competenza, riservatezza e leadership.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo di poche parole ma sempre misurate, capace di guidare con equilibrio e di far emergere il meglio da chi lavorava con lui.
Fuori dal servizio, Castellano continuava a vivere il mare anche come istruttore del Circolo Velico di Torre del Lago, dove era molto amato da colleghi e allievi. Il Circolo lo ha ricordato con parole toccanti:
“Ti abbiamo aspettato, come si aspetta un vento amico che torni a dare forza alle vele… I nostri sogni, i tuoi sogni, e quelli dei ragazzi che verranno continueranno a vivere, coltivati come ci hai insegnato tu: con perseveranza, mitezza, fermezza e infinita bontà.”
Persona di grande cultura, Roberto stava conseguendo una seconda laurea, segno della sua instancabile curiosità e della passione per la conoscenza.
Oggi lo piangono la moglie Laura, i figli Martina e Marco, i familiari, gli amici e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di navigare al suo fianco — in mare o nella vita.
La sua eredità morale e professionale continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto, come esempio di dedizione, umanità e amore per il mare.
