“Esci o ti taglio la gola”. Poliziotti aggrediti in un bar a Milano, 13 arresti e tre agenti feriti; convalida con liberazione per tutti

Polizia di stato

Notte di tensione in viale Tunisia a Milano, dove tredici persone – sette donne e sei uomini tra i 20 e i 61 anni – sono state arrestate per resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale dopo un violento scontro con la polizia all’interno di un locale di Milano”.

Tutto è iniziato intorno alle 3.50, quando una pattuglia del commissariato Garibaldi-Venezia è intervenuta in seguito alla segnalazione di un atto vandalico: un gruppo di writer aveva appena imbrattato un muro all’angolo tra viale Tunisia e via Manuzio, per poi rifugiarsi nel bar poco distante.

L’intervento dei poliziotti

Quando gli agenti sono entrati per identificare i presenti, il titolare del locale, un italiano di 34 anni, ha reagito con violenza: “Non siete i benvenuti, questo è il mio locale e voi non potete entrare. Tu non hai capito un c…, esci dal mio locale altrimenti ti taglio la gola”, avrebbe urlato contro uno dei poliziotti.

Da lì la situazione è rapidamente degenerata. Diversi clienti hanno cercato di ostacolare il controllo, rifiutandosi di mostrare i documenti e aggredendo gli agenti con pugni e schiaffi. In soccorso della prima volante sono intervenute altre due pattuglie, ma durante l’arresto del titolare il clima si è ulteriormente surriscaldato: una donna, che si è dichiarata compagna dell’uomo, insieme ad altre presenti nel locale ha cercato di impedire il fermo, una di loro ha lanciato un bicchiere d’acqua contro un agente e altre hanno circondato l’auto di servizio per bloccarne la partenza. Alcuni dei presenti hanno tentato la fuga, ma sono stati bloccati dopo una breve colluttazione.

Alla fine, tutti e tredici i protagonisti della rissa – tra cui il gestore del locale – sono stati arrestati. Tre agenti sono finiti all’ospedale: due hanno riportato contusioni con prognosi di sei giorni, il terzo due giorni.

Nella mattinata successiva, il giudice ha convalidato gli arresti, disponendo la liberazione di tutti gli indagati con obbligo di firma solo per uno di loro.

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