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“È calvo, non può mettere il berretto d’ordinanza”, gli incredibili certificati medici dei vigili lavativi di Roma

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A qualcuno manca il fiato, c’è chi sta diventando calvo e non può indossare il casco, e chi ha le mani che si desquamano per la psoriasi. Non è l’inizio di una barzelletta, ma la lista delle condizioni mediche citate da alcuni dei vigili inidonei al servizio su strada facenti capo al comando della Polizia Roma Capital.

E così l’ufficio del personale deve stare ben attento a chi mette a dirigere il traffico della capitale. Dei circa 6 mila vigili capitolini, gli inidonei permanenti e temporanei da uno o più servizi sono 945, quasi un sesto del totale. A essere presentati sono stati 1.023 certificati medici che la Repubblica di Roma ha potuto visionare.

I numeri

Di questi, 331 sono i caschi bianchi che non possono lavorare all’esterno193 non possono dirigere la viabilità, e 214 non possono lavorare di notte. Ci sono poi 166 vigili che ai quali il medico non avrebbe consentito di lavorare in «stazione eretta», ovvero in piedi, e altri 26 che non possono lavorare nella sala radio. Infine, in 8 non possono guidare l’auto, mentre in 2 non salgono mai in sella a moto e bici. A queste si sommano le esenzioni varie, che vanno dall’impossibilità di indossare la divisa a chi si rifiuta di mettere la mascherina o di fare il turno al front office. Di seguito vediamo i più particolari.

L’insufficienza polmonare e la calvizie

Uno degli agenti ha presentato un documento medico che certifica un’insufficienza polmonare dalle conseguenze nefaste. Il vigile non può soffiare nel fischietto. Impossibile, quindi, farsi udire nella bolgia del traffico romano e dirigerlo. Per lui meglio turni da ufficio, al chiuso e a paga piena. Non solo il fischietto, le condizioni mediche impedirebbero anche l’uso di un altro strumento imprescindibile del poliziotto locale, il caschetto bianco. Il motivo? L’agente combatte con una calvizie incipiente, e il dispositivo di protezione la farebbe peggiorare. Anche per lui, meglio turni al chiuso.

La psoriasi e la pistola

Chi è solito commettere infrazioni potrebbe iniziare a segnarsi i suoi turni. Perché tra i caschi bianchi di Roma, c’è un agente che non può impugnare penna e taccuino per i verbali, figurarsi una paletta. Il motivo? Una psoriasi acuta, che gli fa desquamare le mani, e non gli consente di scrivere le multe, anche di fronte a palesi violazioni del codice della strada. Così come di indossare i famosi guanti bianchi.

Se questi sono in uso da anni, c’è chi se la prende con un dispositivo figlio dei tempi pandemici: la mascherina Ffp2. Tra i pizzardoni romani, infatti, ce anche un antivaccinista, che per non essersi sottoposto alla vaccina contro il Covid era stato sospeso. Aveva riconsegnato la divisa, ma si era scordato un pezzo. Tenendosi stretta la pistola d’ordinanza.

fonte: open.online

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